Un grande passo per noi, un cambiamento piccolo ma molto significativo, per il pianeta Terra: quest'anno diamo il benvenuto al packaging derivato dalle piante. Guarda il video sulla nostra svolta plastica.

La catastrofe plastica continua a crescere. Se continuiamo a comportarci come negli ultimi anni, la produzione di plastica dovrebbe triplicare entro il 2050. Allo stesso tempo, il rapporto tra materie plastiche e pesci nell'oceano (in termini di peso) rappresenterà la stessa quantità. Nel 2018, ogni minuto, un quantitativo pari ad un camion di plastica finiva in mare. La plastica ha un ruolo importante nel cambiamento climatico, in quanto è responsabile del 15% delle emissioni di CO2.

Ecco perché questa è l'ultima chance per ripensare al modo in cui realizziamo, usiamo e riutilizziamo le materie plastiche.Quest’anno emergeranno nuove sfide tecniche e noi siamo orgogliosi di dare il benvenuto a questo importante miglioramento.

Una bioplastica è un tipo di plastica che deriva da materie prime rinnovabili oppure è biodegradabile o ha entrambe le proprietà, ed è inoltre riciclabile.

IL FUTURO- LA PICEA

In latino è l'abete rosso e d'ora in poi – sarà un nome che ci ricorderemo perché legato ad una nuova forma di estrazione della plastica. Dalla Picea si estrae principalmente saccarosio che si trasforma poi in zucchero utilizzato per la produzione plastica.

I materiali che derivano da questa lavorazione sono principalmente legno e plastica e comprendono diverse materie prime sostenibili.

Il primo prodotto che verrà realizzato con questa meravigliosa confezione a base vegetale sarà il conditioner della nuova linea capelli GROW (rimanete sintonizzati per le novità!)

PERCHE’ E’ COSI MERAVIGLIOSO?

Oltre ad essere una fonte rinnovabile, la plastica derivata dalla canna da zucchero consente di risparmiare anidride carbonica anziché rilasciarla (come fanno i tradizionali imballaggi in plastica).

La canna da zucchero è una fonte rinnovabile che viene coltivata responsabilmente e non richiede troppe risorse per crescere.

La coltivazione avviene prevalentemente nelle regioni piovose, quindi non è necessaria quasi nessuna irrigazione durante la crescita. Inoltre durante la fase della produzione industriale serve pochissima acqua.

La maggior parte delle piantagioni di canna da zucchero sono concentrate nelle regioni Centro-Sud del Brasile pertanto non vi è alcun impatto sulla foresta amazzonica.

Deriva dai residui di canna da zucchero e dai rifiuti dell’abete rosso.

Questa plastica avrà le stesse proprietà del polietilene ad alta densità (HDPE) e avrà il codice della resina n. 2 del DPE per fare in modo che sia accettato dai programmi di riciclaggio.

Utilizza fino al 40% di CO2 in meno nel suo ciclo di vita.

Ci preoccupiamo di avere un futuro più green e sostenibile. Non siamo perfetti, ma questo è un passo significativo nel nostro cammino verso il raggiungimento di questo obiettivo.